Trudvang Chronicles – Chronicles #2

Siamo al secondo appuntamento fisso dedicato a Trudvang Chronicles. Se volete leggere gli articoli precedenti, sono taggati come ‘Trudvang’ oppure cliccate sul tag ‘Chronicles’ e troverete tutti gli articoli su tutti i nostri giochi in arrivo, con approfondimenti, spiegazioni, curiosità.

Se non avete familiarità con Trudvang, fate un salto alla pagina del suo KICKSTARTER e quando vi sarete resi conto che volete assolutamente averlo anche se il KS è terminato, cliccate sul pulsantone LATE PLEDGE. Sarete accontentati.

Trudvang è, come ormai abbiamo visto, un gioco spettacolare che è riuscito a coniugare il sistema di regole alle necessità dell’ambientazione in modo da arricchire entrambi gli aspetti. Infatti i personaggi sono distinti sulla base della loro appartenenza regionale e in virtù del modo in cui sono stati creati. Non poteva essere diverso per l’impiego della magia che, come abbiamo visto, segue diverse procedure a seconda della regione di appartenenza del mago.

Per i sacerdoti, o per meglio dire per chi funge da tramite con gli dei o la divinità, come vedremo nell’approfondimento incluso in Appendice nel volume Storie e Leggende di Trudvang, vale lo stesso processo. Vediamo, in modo sempre molto limitato e con la raccomandazione che la traduzione finale potrebbe differire da quella qui presentata, una di queste diverse religioni (ce ne sono tante di più nel gioco, naturalmente! La prossima nel prossimo articolo). Sono estremamente affascinanti ed aggiungono un deciso sapore al gioco!

Haminges

L’Haminges è una fede oscura e barbarica praticata dai selvaggi e dai troll del Nhoordland. L’ossatura di questo credo è semplice: onora la forza. I suoi seguaci credono che l’anima abbia potere e che all’interno di ogni creatura vivente risieda la sua forza e potenza. Credono che quest’anima possa essere controllata e sottomessa e, alla fine, consumata. Quando uccidi un corpo in cui risiede un’anima, quell’anima e tutta la sua potenza saranno trasferiti a colui che ha sferrato il colpo mortale.

Coloro che praticano l’Haminges idolatrano violenza, battaglia, carneficina, morte e caos. I selvaggi e i troll che seguono l’Haminges hanno dato inizio a molte guerre e ucciso molti nemici nella convinzione che così facendo ne avrebbero assorbita la forza. Questo è anche il motivo per cui molti selvaggi, troll, barbari e altre creature del male si adornano dei teschi e e dei resti dei nemici uccisi, non solo per rendere palese il loro potere, ma anche per accrescerlo. A causa di questo, spesso nell’Haminges troviamo riti di cannibalismo.

Curiosità: sacrifici umani nella cultura nordica 

Per rendere più completa l’esperienza di gioco abbiamo pensato di offrire degli approfondimenti dotati di una piccola bibliografia nel libro Storie e Leggende di Trudvang, che i nostri backer hanno sbloccato e reso possibile in una forma unica e assolutamente più ricca rispetto all’originale.

Ritrovando anche in gioco questo elemento dei sacrifici umani ci siamo domandati cosa accadeva davvero nell’epoca delle saghe e dell’espansione vichinga. Come vedrete leggendo il volume, una delle prime fonti descrittive che seguono un metodo storico (non dimenticando comunque gli studi storiografici sui singoli autori in merito alla loro attendibilità), sono gli storici romani. Probabilmente non furono i primi ad arrivare nella penisola scandinava (si parla del greco Pitea intorno al 4° secolo AC), ma i Romani ebbero i loro bei problemi con tutto il mondo nordico per secoli e secoli e storici come Plinio, Tacito, e così via, non sono parchi di informazioni.

La prova delle affermazioni degli storici romani che parlano di sacrifici e che sono gli storici più prossimi al periodo che ci interessa, è stata ricercata nelle sepolture. Cosa si è trovato?

Si è facilmente confermata la pratica di sacrifici di animali come i cavalli e i cani da caccia, che erano stati scelti per accompagnare il defunto. Questo tipo di sacrificio non si faceva  solo per gli uomini ma anche per le donne, e non solo per le classi sociali più elevate per tutta l’epoca vichinga in particolare in Svezia e Norvegia. In Danimarca i cani che accompagnavano le padrone defunte erano piccoli cagnolini da compagnia, e non solo ‘cani da lavoro’ come nel resto della penisola. E sì: si sono trovati anche uomini, probabilmente schiavi, sepolti insieme ai padroni.

Se si cerca nelle cosiddette ‘doppie sepolture’ che ospitano ancora dei resti (ed è una cosa difficile da rinvenire) si trovano vari cadaveri. Se escludiamo le sepolture non contemporanee, che sfruttano cioè la tomba ma in tempi diversi e quindi non sono chiaramente dei sacrifici, troviamo qualcosa.

In Danimarca c’è una sepoltura dove gli scheletri sono stati sepolti simultaneamente e dove l’uomo mostra segni di prolungati maltrattamenti, e, sempre in Danimarca (nono e decimo secolo) a Dràby, una donna seppellita con le chiavi di casa (quindi la padrona della casa) è sepolta con un maschio decapitato, forse il suo schiavo. Un’altra donna, a Gerdrup (morta a circa quarant’anni nel nono secolo), è insieme ad un uomo della stessa età che ha i piedi legati e le ginocchia macellate. Se ci spostiamo a Lejre, c’è una tomba con due maschi adulti sepolti: l’uomo sopra è decapitato, mani e piedi legati, l’uomo sotto è un nobile, con armatura ricca e decorata. E, sull’Isola di Man, ci sono tre ricche tombe di guerrieri con corredo prezioso e abbondante. In due di queste sepolture è inclusa anche una fanciulla. Sappiamo che le fanciulle non erano né mogli né parenti dei cadaveri, perché sono seppellite senza nulla che avrebbe costituito un corredo funebre: sono esse stesse il corredo.

Gli storici romani parlavano anche di uccisioni di accoliti che seguivano i riti sacri e le celebrazioni, ma non possiamo avere alcuna prova diretta data la natura della funzione. Non sappiamo nemmeno, anche se la tradizione nordica lo ammette ampiamente, se la pratica del sacrificio volontario di mogli, figlie, serve, alla morte di un capo era davvero attuata. Sembra possibile, data la natura della religione precristiana nel nord, ma poichè si trattava di riti segreti nel primo caso e di pratiche arcaiche precristiane nel secondo, non siamo in grado di avere prove definitive. Snorri e Adamo di Brema riportano le pratiche di sacrifici ogni nove anni presso il celebre tempio di Uppsala, ma anche qui non abbiamo prove certe.

Trudvang Chronicles ©2018 RiotMinds, ed i loghi associati sono marchi registrati di RiotMinds. Tutti i personaggi di RiotMinds e relativi nomi, storie, tratti distintivi e caratteristiche, sono trademarks di RiotMinds. Trudvang Chronicles edizione Italiana © 2018 WMS Publishing sas. Wyrd Edizioni è un TM 2017 WMS Publishing sas. Tutti i diritti riservati. Qualsiasi riproduzione anche parziale, se non autorizzata, è severamente vietata.

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