Coriolis Chronicles #11

I macchinari sono stati testati e ottimizzati per le peggiori condizioni possibili. Ma, parliamoci chiaro, un viaggio che superi il secolo non è ancora stato tentato. Tuttavia, voi siete investitori, signori, non tecnici e se i tecnici ci dicono che c’è più da temere per micrometeoriti e decompressione esplosiva che non per il funzionamento dei loro cryopod, io mi fido. Fossero anche mille anni! Del resto, abbiamo già incassato il pagamento… 

Torniamo a parlare di Coriolis – Il Terzo Orizzonte. Entrato fra i finalisti del Gioco di Ruolo dell’Anno con il suo splendido manuale ricchissimo di ambientazione e fantastico per la linearità e l’immediatezza del suo sistema di gioco, Coriolis ha appassionato subito tutti noi. Abbiamo cominciato la nostra esplorazione dell’Orizzonte, abbiamo vissuto le nostre vite per procura mettendo insieme un equipaggio di guerrieri, filantropi, santi, contrabbandieri o assassini, e abbiamo cominciato a porci delle domande mentre eravamo coccolati nel nostro sonno indotto per l’attraversamento del Portale. Ed eccola qui, la domanda che sovrasta tutte le altre: mi risveglierò? Andrà tutto bene? Per l’arca Zenith è andato tutto bene, quindi perchè non dovrebbe andare bene anche per me?

Beh, compagno di viaggio: non è andato proprio tutto bene per la Zenith… Se vuoi, ne parliamo, ma non devi spaventarti.

SU KUA HO INCONTRATO UNA DONNA CHE DICE DI ESSERE UNO DEI COLONI DELLA ZENITH. PERCHÈ NON RICORDA NULLA DI AL-ARDHA (La Terra, ndr)?

Le navi arca trasportarono almeno centomila anime dall’antica casa della razza umana. Partirono circa dieci secoli fa da quel mondo e ci parve che andassero perdute. Si trattava di un viaggio lunghissimo, verso Aldebaran, una stella doppia nella costellazione del Toro, distante dalla Terra circa 65 anni luce (cioè circa 615.000 kilometri) e che è circa 500 volte più luminosa dell’antico sole e una quarantina di volte più grande.

Le navi erano equipaggaiate con buoni motori, ma la gran parte della tecnologia era stata usata per dotarle di tutto il necessario alla colonizzazione e dunque si prevedeva un viaggio di svariati secoli. Probabilmente almeno sei…

Le navi erano la Zenith e la Nadir. Furono dotate di equipaggi e di attrezzature all’avanguardia per il sonno criogenico. Erano state studiate come navi generazionali per l’equipaggio, che poteva anche ibernarsi per lunghi periodi (e in effetti lo fece) e lavorare sulla base di turni, ma per tutti i coloni, che sarebbe stato difficile nutrire e gestire, era stato previsto l’ipersonno per tutta la durata del viaggio.

Circa centomila anime si imbarcarono su ogni nave che puntava alla grande stella rossa, che nel Terzo Orizzonte è conosciuta come Dabaran. Però il viaggio, che era stato previsto come lunghissimo, ma non ‘così’ lunghissimo, durò all’incirca 1 000 anni.

L’antica tecnologia tenne i coloni profondamente addormentati nelle loro capsule criogeniche, una tecnologia che è adesso ormai parzialmente dimenticata (e non è esattamente la stessa delle capsule di stasi usate per attraversare i portali che, come sapete, arrivò di lì a poco rispetto alla partenza delle navi arca, quando su Al-Ardha vennero scoperti i portali).

Tale antica tecnologia non era perfetta, e durante il lunghissimo viaggio aveva avuto alcuni gravi effetti collaterali. Molti coloni morirono a causa del prolungato sonno dell’ibernazione, alcuni impazzirono ma quasi tutti riportarono danni alla memoria. Non va considerata solo la durata del loro coma, ovviamente, ma anche l’equipaggio, che pur poteva scegliere di addormentarsi nelle capsule a turni, per lo più invecchiava e moriva e creava una famiglia sulle navi arca e doveva usare strumenti antichissimi, spesso senza la possibilità di procedere a riparazioni scevre da inconvenienti. Così, passando di generazione in generazione, le conoscenze tecniche che avevano portato alla costruzione delle attrezzature criogeniche e di altre attrezzature (non di tutto, ma di molte) si persero.

Ma non solo. Durante il risveglio e il conflitto tra le famiglie dei Capitani (che in seguito divennero l’Egemonia Zenithiana) e le famiglie dei piloti e altri gruppi, molti coloni morirono e ancor di più probabilmente subirono ulteriori danni alla memoria a causa del rapido processo di risveglio deciso in tutta fretta da una fazione, che fra l’altro non doveva avere più sotto mano le esatte procedure, o agiva su documentazione non specifica sul caso contingente, o chissà che altro. Solo le famiglie dei capitani, le famiglie dei piloti e tutti gli altri tecnici che custodivano la nave, erano state sveglie più a lungo e forse avrebbero potuto avere la storia intera a portata di mano, ma la maggior parte di loro non si fece ibernare per lunghi periodi e visse tutta la vita durante il viaggio. Generazione dopo generazione, proprio come oggi i nostri giovani non ricordano più o non considerano la storia della loro terra e quel che studiano va spesso perduto in età adulta, le vicende del viaggio e le storie sulla vecchia Al-Ardha divennero vaghe. (E con le Guerre dei Portali, noi non abbiamo certo di meglio!) La stessa Zenith, unica delle due arche arrivate, doveva aver subito ingenti danni a causa del viaggio, molte delle sue registrazioni perdute.

Si dice che alcune delle alte sfere dei Quassar (sovrani dell’Egemonia Zenithiana) e dei Draconiti ricordino Al-Ardha perduta da tempo, ma non rivelano queste informazioni. Naturalmente ci sono alcuni zenithiani che affermano di ricordare Al-Ardha, ma le loro storie variano molto: alcuni parlano di vasti deserti soleggiati a magnifiche città con torri celesti che raggiungono i cieli. Molte persone non ci credono perché spesso queste persone sono colpite da una sorta di follia che, se fossero veramente dei coloni sopravvissuti ora che sono passati così tanti anni dal loro arrivo, sarebbe un altro degli effetti collaterali del malfunzionamento delle capsule di ibernazione.

Perciò, vedete, molte persone del Terzo Orizzonte dichiarano di essere o si definiscono zenithiani, molto più dei circa centomila che cominciarono il viaggio, ma è solo un’accezione che denota un desiderio di appartenenza culturale, un modo per far capire di ‘essere moderni’ rispetto ai colonizzatori che arrivarono nel Terzo Orizzonte con i Portali.

NOTA: Le informazioni riportate sono tratte dalle comunicazioni sull’argomento rilasciate da Fria Ligan. Come GM siete liberi di usarle del tutto o in parte, e di modificarle adattandole alla vostra trama.

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