CYPHER SYSTEM: PREDATION CHRONICLES #5

Nel numero precedente di Predation Chronicles abbiamo parlato della classificazione delle ere geologiche e abbiamo seguito il paleosploratore Hadrasin in una prima esplorazione. Poichè la grande domanda dei viaggiatori bloccati da un paio di secoli nel Cretaceo è quando arriverà l’asteroide. Vediamo allora perchè sappiamo che arriverà. Ma prima diamo un’occhiata a cos’altro ha visto Rajan nella sua esplorazione. 

NOTA IMPORTANTE: Come sempre, la traduzione finale potrebbe differire dai termini qui impiegati. Per approfondimenti 
UNA VOCE DAL TEMPO (3)

“Olè! Rieccomi qui. Dottor Rajan Hadras, registrazione per il diario di bordo

[ride].

Oggi è un giorno speciale, ci accamperemo per una notte in mezzo alla foresta. Abbiamo preso le dovute precauzioni qui con il fedele Jean: esplorato più volte la zona, trovato un buon albero dove assicurare la nostra struttura, eccetera. Dovrebbe essere una zona sufficientemente tranquilla ma abbastanza popolata. Avremo l’occasione di osservare indisturbati la vita notturna del Cretaceo!

Probabilmente potremmo osservare i piccoli proto-mammiferi – detti anche Mammiferi Ancestrali – che già abitavano questi luoghi, parenti dei ratti e degli opossum moderni. Vivere di giorno assieme ai giganteschi dinosauri era molto pericoloso, per questo gli antichi mammiferi erano prevalentemente animali notturni o crepuscolari; in questo modo, grazie anche alle piccole dimensioni, erano in grado di cacciare e nutrirsi indisturbati mentre il resto della fauna si riposava.

Sai Jean… sì hai ragione… Sapete… è molto probabile che proprio grazie alle loro dimensioni minute e al fatto che, di conseguenza, non necessitassero di grandi quantità di cibo (a differenze dei dinosauri), che ha permesso a questi animali di sopravvivere in seguito alla catastrofe climatica causata dall’impatto con i meteoriti…

Sì Jean, la teoria è abbastanza confermata: l’estinzione di massa dei dinosauri è proprio che uno o più giganteschi meteoriti abbiano colpito la Terra circa, beh, circa adesso. Ok, non proprio in questo momento, ma non essendo il viaggio nel tempo molto preciso, non sappiamo in che momento del Cretaceo ci troviamo, potenzialmente il meteorite potrebbe impattare oggi, domani o anche fra 100 anni…

Inutile starci a pensare, Jean, tanto ci richiamerebbero indietro se scattasse un allarme impatto. Siamo dei pionieri! Eh? Come sappiamo che fu un meteorite?

Beh, innanzitutto c’è un gigantesco cratere nello Yucatan di quasi 300 km , e poi perché nello strato geologico che corrisponde a questo periodo è stata ritrovata una grande quantità di Iridio, un elemento poco presente sulla superficie terrestre ma molto comune nei meteoriti.

Quando questo asteroide decise di entrare nella nostra atmosfera e poi schiantarsi sulla Terra, ci furono una serie di conseguenze catastrofiche: da giganteschi tsunami, gravissimi terremoti a eruzioni vulcaniche, per non parlare delle polveri che oscurarono il Sole per anni causando un grande abbassamento delle temperature.

Prova ad immaginare Jean. Senza la luce solare molte piante non crescevano più, i grandi erbivori che si ritrovarono senza la loro principale fonte di sostentamento iniziarono a morire e con loro i carnivori che si nutrivano a loro volta di essi. In pratica, la vita facile l’avevano i piccoli animali, sia mammiferi che dinosauri; e furono proprio questi piccoli dinosauri che, riuscendo a sopravvivere facilmente con poco cibo e l’assenza di grandi predatori, si evolvettero negli uccelli di oggi.

Incredibile, vero? Ma anche molta della fauna marina fu spazzata via, tra cui i giganteschi predatori marini e le ammoniti, quei molluschi di cui oggi ci restano solo i fossili del loro guscio a spirale.

Fu una vera tragedia, hanno stimato che quasi il 75% della vita sulla Terra fu spazzata via… è probabile però che non ci saremmo mai stati noi qui se i dinosauri fossero sopravvissuti… noi e quasi tutti gli altri animali del pianeta. Chissà, forse senza di noi sarebbe andata meglio per il pianeta…

Bene, ora è tempo di scalare questo… albero (non so cosa sia di preciso, non sono un botanico) e installare la nostra tenda da osservazione.”

[strani scrosci e rumori metallici]

Ouch! Ok… forse è meglio che te ne occupi tu Jean. Io mi metterò qui buono buono a osservare la natura intorno a noi. Certo: resto fuori dai piedi…

È molto rilassante starsene qui ad ascoltare il suono della foresta, degli animali, il grido di uno pterosauro in lontananza, il ritmico brucare di qualche erbivoro qui vicino… e poi i colori, il sole al tramonto che illumina il cielo di rosso e rosa, le foglie verdi e i fiori che… ehi… ma quella cos’è?

Sembra come quando guardi l’asfalto bollente da lontano, e ondula tutto. È una specie di… bolla? Aspetta qui, Jean.

NOTA PER IL DIARIO PERSONALE: Il fenomeno all’apparenza sembra come una palla di vetro un po’ difettosa, c’è qualcosa di strano… a guardare oltre da qui sembra ci sia una discontinuità tra dove siamo ora e quello che si vede attraverso. Oh cielo! Sembra una specie di anomalia dello spazio! Ma c’è qualcosa di diverso, non corrisponde… sta piovendo all’interno? Ha distorto il tempo?! Sarà forse dovuto ai nostri viaggi? Sarebbe il caso di comunicarlo… è una scoperta che potrebbe… MA COSA!!…”

/// FINE REGISTRAZIONE ///

L’anomalia dell’Iridio ovvero: l’asteroide che ci ucciderà tutti

Come abbiamo accennato nella Chronicle precedente, i ricercatori sono giunti solo in tempi recenti a stabilire che la causa dell’estinzione dei dinosauri è da attribuirsi ad una serie di asteroidi che si sono schiantati sul nostro pianeta 65 milioni di anni fa, nel Cretaceo. Gli abitanti di Grevack lo sanno bene, ed è probabile che abbiamo una chiara visione delle conseguenze dell’arrivo di queste rocce dalle stelle.

Negli anni ’80, fu per la prima volta riscontrata da Luis e Walter Álvarez un’anomalia degli strati sedimentari a Gubbio, negli appennini italiani, dove uno strato di 1 cm totalmente privo di fossili marini (denominato successivamente limite K-T) separava due strati più spessi: quello inferiore molto abbondante di fossili e quello superiore con una concentrazione minore. Inizialmente, ci si domandò che durata indicasse quello strato. Erano decine di anni o migliaia? Poi ci si decise a misurare a livello atomico la concentrazione dei minerali presenti e si scoprì che la concentrazione dell’iridio, che è totalmente assente nelle strutture geologiche superficiali della Terra se non per quelle poche particelle presenti nei micrometeoriti che cadono regolarmente, era qui in una concentrazione assolutamente anomala.

Era un evento localizzato a Gubbio? No. Le misurazioni si estesero su scala mondiale. Nei primi anni novanta, Alan R. Hildebrand, dottorando dell’University of Arizona, visitò Beloc, un piccolo villaggio di montagna nell’isola di Haiti e scoprì un tipo di ghiaia verdastro-marrone contenente un eccesso di iridio, che mostrava anche piccoli granuli di quarzo sottoposti a stress termico-pressorio e piccole sferule di silicio vetrificato che sembravano essere tectiti e confermavano le ipotesi di Gubbio. Gli studi continuarono a livello mondiale e si vide che in alcune aree i livelli di iridio si rivelarono molto più alti. Si capì che il fenomeno era di scala globale e che ci fu un evento 65 milioni di anni fa che aveva incrementato considerevolmente la presenza di iridio nell’atmosfera terrestre. Grazie ad un lavoro continuato interdisciplinare di paleontologi, archeologi, fisici, chimici, geologi, si scoprì quindi qualcosa era accaduto: i minerali di quarzo evidenziavano uno shock termico in quella datazione e soprattutto venne identificato il cratere di Chicxulub come risultato dell’impatto di un asteroide. Questo ‘cratere sepolto’ era stato rilevato fin dal 1978 ma non era un’informazione a disposizione dei paleontologi. Infatti, fu Carlos Byars, un reporter del Houston Chronicle, che contattò Hildebrand e gli disse che un geofisico (Glen Penfield) aveva scoperto quello che poteva essere il cratere da impatto nel 1978, sepolto nella parte nord della penisola dello Yucatán. Glen aveva lavorato per la Petroleos Mexicanos (PEMEX, la compagnia petrolifera di Stato messicana), come un membro dello staff per la scansione magnetica aerea dell’area e dunque non aveva mai sottoposto questo materiale alla pubblicazione. Grazie ai campioni estratti dalla trivellazione, i dati confermarono l’enorme impatto.

Non era una evento inusuale, anche oggi la Terra è continuamente bersagliata da materiale cosmico e gli asteroidi non sono esclusi. Nel Cretaceo erano ugualmente un evento noto, ma questa roccia era così enorme, visto il cratere dello Yucatán, che poteva aver determinato varie conseguenze catastrofiche sul pianeta. Il diametro del meteorite desunto dal cratere, secondo una stima derivata dalle ricerche terminate nel 2010, era di 12 km (paragonabile per dimensioni a Deimos satellite di Marte), equivalente alla detonazione di una potenza esplosiva pari a circa 190 000 gigatoni (in confronto, l’ordigno esplosivo più potente che sia stato detonato nella storia, la Bomba Zar, aveva una potenza esplosiva pari circa ad un ventesimo di gigatone).

L’impatto provocò uno tsunami gigante che si sparse a cerchi concentrici in tutte le direzioni, colpendo specialmente l’isola caraibica di Cuba. L’emissione di polvere e particelle provocò cambiamenti climatici simili all’inverno nucleare, che probabilmente vide la superficie della Terra totalmente coperta da una nube di polvere per molti anni e uccise moltissimi animali, cancellando intere specie.

Ma un solo asteroide, per quanto responsabile di un cratere di 300 km, era stato sufficiente a portare all’estinzione? In verità forse sì, ma l’asteroide non fu uno solo: fu una pioggia di meteoriti giganti. Lo sappiamo dal 2017, quindi assolutamente in tempi recentissimi. Nel 1991 l’analisi del campo gravitazionale della Terra mostra un’altra anomalia a forma circolare nell’area al largo della costa orientale del Sud America, nei pressi delle Isole Falkland. Si capisce ben presto che c’è qualcosa che ha deformato i sedimenti sul fondo del mare. Michael Rampino, un geologo della New York University che lavora al Goddard Space Institute della NASA, si rende conto che là sotto c’è un cratere da impatto che deve essere più grande di quello dello Yucatan. Solo nel 2015 riesce ad avere i dati del campo magnetico dell’area e vede che le anomalie sono a forma di “rosa” proprio come quelle del cratere dello Yukatan. È la conferma che di tratta di un altro enorme cratere.

PREORDER PROSSIME USCITE

© 2019 Monte Cook Games, LLC. Cypher System, Gods of the Fall, Predation, Unmasked, ed il loro loghi sono trademarks di Monte Cook Games, LLC. Tutti i personaggi di Monte Cook Games e relativi nomi, storie, tratti distintivi e caratteristiche, sono trademarks di Monte Cook Games, LLC. Edizione italiana © 2019 WMS Publishing sas. Wyrd Edizioni è un TM 2019 WMS Publishing sas. Tutti i diritti riservati. Qualsiasi riproduzione o traduzione anche parziale, se non autorizzata, è severamente vietata.

Lascia un commento