CYPHER SYSTEM: PREDATION CHRONICLES #4

Nel numero precedente di Predation Chronicles abbiamo fatto la conoscenza con il povero professor Rajan Hadras, un paleosploratore inviato dal SETI nel Cretaceo nell’anno TIG 28. Per meglio collocare questo periodo di tempo, diamo un’occhiata alla datazione standard delle ere geologiche. Gli attuali abitanti di Grevack sanno di essere in questo remoto passato, ma probabilmente non gli importa molto delle altre ere geologiche (dato che sanno anche dell’asteroide che sta arrivando). Però i tec e coloro che hanno una cultura più specifica nell’ambientazione probabilmente hanno queste informazioni, almeno in parte.

Una storia lunghissima

La formazione della Terra è un evento che gli scienziati fanno risalire a circa quattro miliardi e mezzo di anni fa. Nel corso della sua vita la Terra ha subito imponenti trasformazioni. I geologi hanno suddiviso l’età del nostro pianeta in intervalli di tempo che comunemente chiamiamo ere geologiche, per semplificare, ma in realtà le fasi di vita del nostro pianeta, considerate sulla base dei suoi cambiamenti significativi, presentano una suddivisione molto più complessa e le ere geologiche rappresentano solo una parte di questa suddivisione.

In passato erano state individuate quattro ere molto estese, senza ulteriori suddivisioni. Vennero definite Primaria, Secondaria, Terziaria e Quaternaria. Poi, col progredire degli studi anche a livello interdisciplinare, le ere sono state suddivise in segmenti più specifici, i periodi, spesso eliminando anche l’era Quaternaria considerandola non un’era a sé stante ma un progressivo mutarsi delle caratteristiche specifiche locali (e dunque il Quaternario non è più un’era ma un periodo) includendo peraltro anche raggruppamenti più estesi e generali.

La scienza oggi distingue quattro eoni, quattro grandi intervalli di tempo durante i quali sono avvenuti cambiamenti radicali della vita sulla Terra. Gli eoni, a loro volta, sono suddivisi in ere. I primi tre eoni (contati dal più antico) racchiudono una fase della storia della Terra conosciuta come Precambriano. Il Precambriano ha avuto una durata di circa quattro miliardi di anni. Abbiamo così: eoni>ere>periodi> epoche

Nel Precambriano, la fase antichissima, sono racchiuse le prime ere geologiche nelle quali sono avvenuti i cambiamenti più importanti dal punto di vista della creazione e della diffusione della vita sulla terra. Sappiamo poco di questo eone, però, perché per comprenderlo dobbiamo studiare il contenuto delle rocce che i geologi definiscono in questo periodo come metamorfiche, ovvero soggette a tali cambiamenti e alterazioni che il contenuto dei fossili è scarsissimo e di difficile collocazione, limitato per lo più a forme di vita microscopiche. L’enorme estensione di questo periodo è di oltre 4.000.000.000 di anni.

A partire da 501.000.000.000 di anni fa, i geologi individuano l’eone Fanerozoico. Di questo periodo fanno parte tutte quelle ere che hanno visto un’esplosione di vita organica, nelle quali si sono evolute specie animali e vegetali e che hanno salutato per prime le trilobiti. Le ere nelle quali è suddiviso il Fanerozoico sono: paleozoico, mesozoico e cenozoico.

  • Nel paleozoico si individuano 6 periodi: cambriano, ordovinciano, siluriano, devoniano, carbonifero, permiano.
  • Nel mesozoico abbiamo triassico, giurassico, cretaceo.
  • Nel cenozoico abbiamo paleogene, neogene, quaternario.

IL CRETACEO

Cretaceo viene da craie, un tipo di calcare che affiora in alcune regioni Europee come il Belgio, la Francia, la Germania e l’Inghilterra. In francese, craie è appunto il gesso (in Predation, quando troverete la Via di Gesso, considerate che il nome deriva proprio da questa definizione). Il nome si riferisce agli strati di chalk (craie, gesso), il calcare bianco della depressione di Parigi, un deposito esteso e molto ricco di fossili che caratterizza il Cretaceo superiore.

Questo periodo inizia dalla comparsa dell’ammonite Berriasella jacobi e termina in corrispondenza dell’anomalia dell’iridio associata all’estinzione di massa di numerosi organismi marini (foraminiferi e nanofossili calcarei) e terrestri (dinosauri non aviani).

Vedremo che cos’è questa anomalia dell’iridio nelle prossime puntate ma, se avete dato un’occhiata a quanto scritto fin qui su Predation, probabilmente vi sarete già fatti un’idea. E potrete calarvi ancora di più nel mondo di Predation con tutto il materiale realizzato da Alice, che vi permette sia di cogliere lo spirito degli attuali abitanti di Grevack che di vedere il Cretaceo di circa tre secoli prima, con gli occhi dei primi esploratori.

NOTA IMPORTANTE: Come sempre, la traduzione finale potrebbe differire dai termini qui impiegati. Per approfondimenti 
UNA VOCE DAL TEMPO (#2)

Dott. Lee,
Diario personale

Non potevo crederci! Erano vecchie registrazioni di uno dei primi esploratori di Grevakc! Non avevo mai sentito parlare di lui, ma, d’altronde, il SETI non divulga molte informazioni sui primi viaggi, né tanto meno sui primi esploratori. Quella scoperta era valsa tutto il tempo perso quella mattina a vagabondare per quelle stanze buie e polverose. Guardai l’orologio. Era quasi ora di pranzo, quindi poggiai la torcia sulla scrivania, tirai fuori dalla borsa il mio panino, mi misi comoda sulla poltrona e, dimenticandomi del motivo per cui ero lì, feci ripartire il registratore mentre mangiavo il mio panino farcito di dako alla piastra.

 

 

 

 

/// Inizio Registrazione ///

“Qui parla Rajan Hadras Dottore in Paleontologia, accompagnato come sempre dal fedele Jean. Oggi è il nostro settimo giorno di esplorazione della “zona bersaglio”, il punto di arrivo, e penso ci addentreremo un po’ più a fondo. Che ne pensi Jean? Non penso di aver nulla da temere al tuo fianco.

Certo che ha fatto davvero un bel temporale in questi giorni. Saranno almeno 3 giorni che piove. Ora è un po’ schiarito… Un tipico temporale tropicale direi, la temperatura si è abbassata ma l’umidità mi è penetrata tutta nelle ossa. Però è davvero rilassante quando sei al chiuso, con la pioggia che scroscia senza fine sulle pareti e le finestre, che batte pesantemente sulle foglie degli alberi intorno a noi, poi piano piano scema fino a diventare un flebile ticchettio. E quando esce il sole, le gocce di pioggia che scivolano giù dalle foglie riverberano di mille colori, e nel cielo di nuovo azzurro si fa strada l’arcobaleno. Molto poetico, vero? Vabbè, comunque ce lo lascio…

Comunque, è ora di andare e sarà meglio mettersi una di quelle mimetiche cerate in fibre di seta di ragno ingegnerizzate o finiremo zuppi fino all’osso prima che tu abbia il tempo di dire Ornithomimus!

Cosa? Oh, giusto! Allora: l’Ornithomimus è un dinosauro che dovremmo trovare in questo periodo, il suo nome significa “imitatore dell’uccello”, e difatti fa parte proprio dell’ordine dei Saurischi, ovvero quell’ordine di dinosauri dai quali si sono evoluti gli uccelli! Eh, si! I diretti discendenti dei dinosauri sono loro, per rispondere alla domanda dell’altra volta. Dunque, potrà sembrare strano, ma ad essere precisi il superordine dei Dinosauria racchiude molti meno animali preistorici di quello che ci si immagina.

Sì, forse è meglio: ora ti faccio un disegno. Dov’è la mia matita?”

[ rumori di scrittura ]

Ecco, voilà! Vedi in realtà i veri dinosauri sono quelli qui in fondo al diagramma, ovvero gli Ornitischi e i Saurischi. Quello che li differenzia è il tipo di bacino e la disposizione dell’osso pubico, ma non ci infiliamo in cose troppo complesse. Gli Ornitischi, come lo Stegosauro, hanno un bacino simile agli uccelli (Orni-), mentre i Saurischi come il Tirannosauro e il Brontosauro lo hanno simile ai rettili (Sauri-) del nostro tempo, da qui i loro nomi.

Si, è strano: gli uccelli non si sono evoluti dagli Ornitischi, nonostante le varie similitudini. Anche Coccodrilli e Pterodattili sono parenti dei dinosauri, ma si sono evoluti da un antenato molto più lontano, quassù. Avresti pensato che gli uccelli si fossero evoluti dagli Pterosauri, che già erano in grado di volare eh, invece no. Ahahah! L’evoluzione è proprio affascinante.

Ehi! Aspetta. Fa silenzio, guarda da quella parte. Lo vedi?

Oh cielo, che spettacolo! Deve essere un esemplare di Velociraptor. Guarda l’artiglio, e la coda così lunga, è quella che gli dà la stabilità e l’equilibrio per correre cosi velocemente, lo sapevi? È molto rigida e poco flessibile, vedi come la muove pochissimo e solo lungo l’asse verticale? Un colpo ben assestato potrebbe benissimo romperti un osso, il che la rende anche un’ottima arma per la caccia; aggiungici poi l’artiglio ritratto del secondo dito, simile a quello dei rapaci, e la dentatura seghettata, ed ecco che ottieni dei cacciatori micidiali, probabilmente in grado di assaltare prede più grandi di loro, anche se da quello che sappiamo si nutrivano anche di carcasse, un po’ come le iene, gli sciacalli o gli avvoltoi (chissà, magari sono parenti).

Con tutte quelle gocce d’acqua i colori delle piume sembrano ancora più accessi, riverberano come perle di cristallo sotto il sole. Ma la cosa più straordinaria però sono le piume, guarda che belle! Oh, si sta sgrullando dall’acqua. Tutto arruffato sembra proprio un canarino appena dopo aver fatto il bagno in una fontana, non è vero?

Ok, forse il canarino non è l’esempio migliore da paragonare ad una belva carnivora di due metri di lunghezza, ma ci siamo capiti no? Ma ora che lo hai visto direi che la somiglianza con i suoi nipoti del nostro tempo ti è più chiara, non credi Jean?

Credo proprio che non siano gli unici a possedere questo fantastico piumaggio, pensa ai riti di accoppiamento: magari sono simili a quelli dei pavoni, sai, con la messa in mostra del piumaggio più bello e cose così. Gli arti superiori sono troppo corti per permettergli di volare ovviamente, ma un uso appropriato potrebbe favorire la spinta durante la corsa.

Dobbiamo stare molto attenti però, i Velociraptor sono animali che cacciano in branco, se ce ne è uno significa che intorno a noi potrebbero essercene altri. Sarebbe fantastico assistere ad una loro battuta di caccia, ma preferirei non essere io la loro preda!”

/// Fine Registrazione ///

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