Conan Chronicles #2: LA VITA DI ROBERT E. HOWARD

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Continuiamo la presentazione di Robert E. Howard, cominciata nel primo numero di #ConanChronicles. La campagna Kickstarter comincia domani 4 giugno, e scopriremo insieme cosa ci riserva. Intanto ecco dei cenni doverosi sulla vita e la carriera, brevissima ma intensa, di questo fantastico scrittore.

La breve vita di Robert Ervin Howard

Robert E. Howard con i genitori

Robert Ervin Howard trascorse tutta la vita a Cross Plains, nel Texas, città in cui i suoi andarono a vivere un anno dopo la sua nascita. Cominciò a scrivere racconti a quindici anni, al college nella vicina città di Brownwood, e il suo primo racconto pubblicato da Weird Tales fu Spear and Fang. Appassionatissimo di Burroughs, leggeva moltissimo ma non disdegnava l’attività sportiva. Era fiero delle sue origini scozzesi ereditate dalla madre, con la quale aveva un rapporto quasi esclusivo. Ebbe una sola storia romantica, peraltro solo epistolare, con una ragazza (osteggiatissima dalla madre e, pare, interrotta per questo), e una vita anch’essa interrotta che pare più che altro vissuta all’interno dei suoi racconti.

La sua inquietudine esistenziale è nota, così come la sua propensione alla depressione. Completati gli studi, nel 1927, si iscrive all’università, abbandonandola, però, l’anno successivo. Inizia allora una vasta serie di mestieri: barista, fattorino, impiegato. Un uomo grande e muscoloso, che non si vede né viene visto come scrittore di successo (poiché il suo ambito creativo in quel contesto storico non viene riconosciuto come letterario), stretto in una strettissima relazione con la madre, egli viene descritto come timido e insicuro. Mostra un carattere fragile e incostante, turbato da improvvisi scoppi d’ira e lunghi periodi di depressione. La sua vita interiore è ricchissima ed è uno sfogo per la sua condizione, ed è nelle letture e nella scrittura che trova una sua realizzazione, ma poco traspare in un mondo di provincia che non comprende che cosa si trova fra le mani, o quale incredibile autore viva nel suo seno.

Per vari anni sono le letture e la scrittura a tenerlo vivo, e i suoi corrispondenti. Howard diviene infatti un amico epistolare di H.P. Lovecraft, collaboratore praticamente fisso della rivista Weird Tales e grande ispirazione di Howard. Lovecraft scrive costantemente ad Howard.

Robert Ervin Howard e Howard Phillips Lovecraft

Nell’agosto del 1930, Howard scrisse una lettera a Weird Tales lodando una recente ristampa di “I ratti nei muri” di H.P. Lovecraft e discutendo di alcuni degli oscuri riferimenti gaelici che vi aveva incluso. Wright, l’editore, inoltrò la lettera a Lovecraft, che rispose calorosamente a Howard, e ben presto i due veterani di Weird Tales cominciarono una fitta corrispondenza che sarebbe durata per il resto della vita di Howard. In virtù di ciò, Howard divenne rapidamente un membro del “Circolo Lovecraft”, un gruppo di scrittori e amici tutti collegati tramite l’immensa corrispondenza di H.P. Lovecraft, che aveva l’abitudine di presentare gli uni agli altri i suoi tanti amici, e incoraggiarli a condividere storie, utilizzare gli artifizi narrativi che avevano ideato e aiutarsi a vicenda a farsi conoscere nell’ambiente letterario. Col tempo questa cerchia di corrispondenti divenne leggendaria, quanto altri gruppi letterari come Gli Inklings, il Bloomsbury Group e i Beats.

Non è strano, quindi, che Howard scriva dei miti di Chtulhu, racconti e cicli interi. H.P. Lovecraft, all’epoca era il più popolare dei collaboratori di Weird Tales, esercitava una grande influenza sulla narrativa fantastica popolare americana. Scrisse a proposito del Solomon Kane del giovane Howard: “ha raggiunto effetti di grande suggestione, descrivendo enormi città megalitiche di mondi primigeni, attorno alle cui torri oscure, e nei tenebrosi sotterranei, dove aleggia un’aura di necromanzia e di terrori preumani”.

Conan

Howard scrive per vivere le storie presenti nella sua mente, le scrive di getto, vivide, cruente, intense, traboccanti d’azione violenta ed eroi e donne sensuali. Sperimentò ogni genere narrativo: il western, il racconto sportivo, le storie di gangster, di pirati, di mercenari, di esploratori, di agenti segreti, l’horror, che avevano un comun denominatore: l’azione. Indirizzò quindi la sua vena narrativa verso questi settori con diversi personaggi, finché nel 1932 viene pubblicato su Weird Tales un suo racconto intitolato La Fenice sulla lama, la prima storia avente come personaggio centrale Conan il Cimmero, un gigantesco barbaro, protagonista di vicende intessute di violenza e stregoneria in un mondo immaginario collocato in un passato metastorico, fantastico.

Prima aveva pubblicato racconti sui Sette Imperi, il più importante dei quali era Valusia, e aveva esplorato il mondo pre-atlantideo seguendo le vicende di Kull. Sotto molti aspetti Kull è un banco di prova per Conan. Anche lui, infatti, è un barbaro esiliato che alla fine riesce a conquistare il trono di Valusia attraverso una storia di ferocia e violenza. (Molte storie di Kull, forse per questo, rimasero inedite e apparvero soltanto dopo la morte dell’autore.)

Con la nascita di Conan nel 1932, comincia la fantastica Era Hyboriana di Howard. Anche in questo caso, a indicare che Kull è predecessore di Conan il Cimmero, le vicende si svolgono in un’epoca connessa con Atlantide, nello specifico negli anni dopo la sua scomparsa. Il meccanismo principale del viaggio dell’eroe, gli permette di far conoscere al lettore il continente primevo che, nella sua narrazione, ha dato origine a Europa, Africa e Asia, senza dover fin da subito decidere tutti i particolari di quella che noi definiremmo ambientazione, ma svelandoli, di volta in volta in un mosaico efficiente e strumentale alle vicende narrate. Mercenario, ladro, ribelle, assassino prezzolato, pirata, Conan compie come Kull la sua sanguinosa scalata al potere.

Il romanzo L’ora del dragone è probabilmente il culmine della saga, con un enorme successo di pubblico, ma non basta a cambiargli la vita. La madre si ammala di cancro, e comincia il calvario che dura vari anni durante i quali Howard non riesce a scrivere molto. Inoltre, il suo cliente più affidabile, Weird Tales, era rimasta molto indietro sui pagamenti e molti dei suoi amici nella ristretta cerchia cittadina dalla quale non era mai uscito si erano ormai fatti vite proprie. Sembra che sia il padre, che era un medico in città, e la madre fossero consci dei problemi di Howard e che lui avesse più volte fatto riferimento al suicidio. Nel giugno del 1936, quando Hester Howard va in coma, suo figlio organizza una veglia funebre anticipata con suo padre e gli amici di famiglia, dormendo poco, bevendo enormi quantità di caffè e diventando sempre più depresso.

La mattina dell’11 giugno 1936, saputo da un’infermiera che sua madre non avrebbe più riacquistato conoscenza, Howard scrive due versi alla macchina da scrivere:

“Tutto è fuggito, tutto è compiuto, ponetemi sul rogo; Il banchetto è concluso e le lampade si estinguono.”

Poi si diresse alla sua auto nel vialetto d’accesso, prese una .38 automatica che si era fatto prestare e che teneva nel vano portaoggetti della macchina e si sparò alla testa. Suo padre e un altro dottore si precipitarono fuori, ma la ferita era troppo grave. Howard visse per altre otto ore, morendo alle 4 del pomeriggio; sua madre morì il giorno seguente. Furono entrambi sepolti il 14 giugno 1936 in un doppio funerale nel cimitero di Greenleaf a Brownwood, in Texas.

Bibliografia

Nei suoi soli 30 anni di vita, 15 anni di produzione costante, Robert Howard fu eccezionale. Scrisse circa cinquecento fra racconti e novelle, due romanzi, un numero vasto di liriche. Metà di questo materiale venne pubblicato su riviste (Weird Tales, principalmente, Oriental Stories, Fanciful Tales, The Red Carpet e altre), l’altra metà rimase inedito e venne «gestito» dopo la morte dal suo esecutore letterario, Glenn Lord.

Impressionante è la varietà di temi esplorati da Howard: Sword and Sorcery, western, horror (con Lupi Mannari, Vampiri, Fantasmi, e così via); altri ancora si rifanno al Soprannaturale di stile lovecraftiano, e riprendono luoghi e figure dei Miti di Cthulhu; vi sono poi racconti d’ambientazione orientaleggiante, storie di pirati, avventure di cappa e spada; e vicende poliziesche (d’azione e d’indagine), sportive, fantascientifiche, romantiche.

Il materiale inedito era così vasto che l’esecutore letterario continuò a pubblicarne per diversi decenni dopo la morte di Howard, su riviste e antologie, e molti autori (Bjorn Nyberg, L.Sprague de Camp e signora, Lin Carter, K.E. Wagner e altri) vennero autorizzati a rimaneggiarli, integrarli e così via, o ebbero l’autorizzazine a scrivere nuove storie sui personaggi howardiani con cicli completi e, talvolta, senza i nomi definiti dei loro autori mentre gli originali rimanevano in possesso di Glenn Lord.

Proviamo quindi a riportavi una bibliografia di Howard, consci che solo i racconti a sua firma apparsi su rivista mentre era in vita sono dichiaratamente di Howard e soltanto suoi, ma che ce ne sono svariati che lui stesso pubblicò sotto pseudonimo o col nome di altri autori.

Pubblicate su Weird Tales

  • Copertina di Weird Tales, maggio 1934, che illustra La regina della Costa Nera (Queen of the Black Coast)
  • Copertina di Weird Tales, agosto 1934, che illustra Il diavolo di ferro (The Devil in Iron)
  • Il ciclo di Conan si compone di diciassette racconti e un romanzo, narrati da Robert E. Howard dal 1932 al 1936:
  • La fenice sulla lama (The Phoenix on the Sword, dicembre 1932)
  • La cittadella scarlatta (The Scarlet Citadel, gennaio 1933)
  • La torre dell’elefante (The Tower of the Elephant, marzo 1933)
  • Colosso nero (Black Colossus, giugno 1933)
  • L’ombra che scivola (Xuthal of the Dusk, altrimenti conosciuto con il titolo The Slithering Shadow, settembre 1933)
  • Lo stagno dei neri (The Pool of the Black One, ottobre 1933)
  • Gli intrusi a palazzo (Rogues in the House, gennaio 1934)
  • Ombre al chiaro di luna (Iron Shadows in the Moon, altrimenti conosciuto con il titolo Shadows in the Moonlight, aprile 1934)
  • La regina della Costa Nera (Queen of the Black Coast, maggio 1934)
  • Il diavolo di ferro (The Devil in Iron, Weird Tales, agosto 1934)
  • Gli accoliti del cerchio nero (The People of the Black Circle, settembre-ottobre-novembre 1934)
  • Nascerà una strega (A Witch Shall Be Born, dicembre 1934)
  • I gioielli di Gwahlur (Jewels of Gwahlur, altrimenti conosciuto con il titolo The Teeth of Gwahlur, marzo 1935)
  • Oltre il Fiume Nero (Beyond the Black River, maggio-giugno 1935)
  • Ombre a Zamboula (Man-Eaters of Zamboula, altrimenti conosciuto con il titolo Shadows in Zamboula, novembre 1935)
  • L’ora del dragone (The Hour of the Dragon, dicembre 1935-gennaio-febbraio-marzo-aprile 1936) – Noto anche come Conan the Conqueror (è l’unico romanzo)
  • Chiodi rossi (Red Nails, luglio-agosto-settembre-ottobre 1936)

Postume/incomplete

Il ciclo di Conan postumo consta di quattro storie, di cui una scritta di suo pugno da Howard. Le altre storie seguono quanto ha stabilito Lyon Sprague de Camp:

  • La figlia del gigante dei ghiacci (The Frost Giant’s Daughter, altrimenti conosciuto con il titolo Gods of the North, Fantasy Fan, marzo 1934)
  • Il Dio nell’urna (The God in the Bowl, Space Science Fiction, settembre 1952)
  • Il tesoro di Tranicos (The Treasure of Tranicos, altrimenti conosciuto con il titolo The Black Stranger, Fantasy Magazine, marzo 1953;, nel volume Conan the Usurper della Lancer Books, 1967)
  • La valle delle donne perdute (The Vale of Lost Women, altrimenti conosciuto con il titolo The Valley of Lost Women, Magazine of Horror, aprile 1967)

Esistono inoltre quattro storie incomplete:

  • I tamburi di Tombalku (Drums of Tombalku, frammento, 1966)
  • Il Palazzo dei morti (The Hall of the Dead, sinossi, nella raccolta Conan! della Lancer Books, 1968)
  • La mano di Nergal (The Hand of Nergal, frammento, 1967)
  • Il muso nel buio (The Snout in the Dark, frammento, 1969)

E tre ulteriori produzioni sempre collegate al mondo di Conan:

  • Lupi oltre la frontiera (Wolves Beyond the Border, frammento, 1967)
  • L’era Hyboriana (The Hyborian Age, un articolo scritto da Robert E. Howard, nel 1932 e pubblicato nel 2003)
  • Cimmeria (un poema scritto nel 1932 e pubblicato nel 2003)
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