Trudvang Chronicles – Una storia di lupi (Chronicles #7)

Ora che la Guida del GM sta per cominciare la sua strada verso la stampa vi raccontiamo qualcosa su delle fantastiche creature che ci hanno creato non pochi problemi. Si tratta di una storia molto particolare, i cui elementi attengono alla Scandinavia in modo specifico e distintivo, che può creare fraintendimenti ed errori di traduzione in caso non venga ben compresa o conosciuta. Stiamo parlando dei lupi .

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Se non avete familiarità con Trudvang, fate un salto alla pagina del suo KICKSTARTER e quando vi sarete resi conto che volete assolutamente averlo anche se il KS è terminato, tornate qui. Fra qualche settimana si attiverà il preorder per la Guida del Master. Adesso per il gioco è in vendita il Manuale del Giocatore e la mappa esclusiva creata per Wyrd Edizioni dalla bravissima Francesca Baerald.

Il lupo, conoscerlo e comprenderlo

Nel corso della trasposizione italiana del manuale di Trudvang ci siamo resi conto che erano state fatte delle astrazioni un po’ azzardate in merito ad alcuni elementi chiave tradizionali che, dallo svedese originale, erano stati trasferiti all’edizione inglese in modo fuorviante. In particolare, il traduttore e i vari revisore che si sono succeduti sulla versione internazionale (quella in inglese), hanno uniformato i lupi e i warg, ingenerando problemi d’uso per chi avesse voluto includerli nelle sue campagne. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Nella Guida del GM, così come in minor misura nel Manuale del Giocatore, vi sarete certamente imbattuti in sezioni che parlavano indistintamente di lupi e di warg. Ma le cose sono un po’ diverse e le abbiamo ‘sistemate’.

In svedese LUPO si dice VARG.

Sì, proprio così. Il lupo, il grande normale, usuale, mammifero, canide selvaggio (Canidae), imparentato strettamente con il cane, è il varg.

Tuttavia, in alcune traduzioni di varie fonti, fatte nel passato, talvolta è stato travisato. Nelle saghe ci sono dei varg (lupi) di natura e dimensioni mostruose, che sono stati definiti warg (con la w doppia) pur non avendo questa ‘w’ nella versione originale. Questa ‘w’ applicata al nome, e che lo ha modificato, ha una radice etimologia interessante, perfetto esempio di ‘traslazione’ della grafia. La sua radice etimologica è nell’indoeuropeo hwergh, “stritolare”, “strangolare”, da cui il proto-germanico wargoz o wargaz, “strangolatore”, da cui il norreno vargr, “fuorilegge”, “malfattore”, “fuoricasta”. Non si parla affatto di lupi, ma WARGR è simile a VARG, e dunque, per un processo di associazione comune a molte culture, dove i fuorilegge, o le persone reiette dalla società, venivano identificate con i lupi (o con animali dalle caratteristiche simili, quali ghiottoni e volpi), il termine ha preso per estensione il significato di “lupo”, affiancando il già esistente termine norreno úlfr. Vargr (fuorilegge) era usato talvolta come sostituto figurativo per úlfr, il termine normale norreno antico per “lupo grigio”, che è legato a parole simili in altre lingue indoeuropee ed è derivato dal proto-indoeuropeo.

Quando parliamo di warg in Trudvang, perciò, dobbiamo per prima cosa conoscere questa storia, e poi trasmetterla a voi GM che la trasmetterete ai vostri giocatori, impiegando il significato corretto: in Trudvang le razze di creature mostruose lupo non sono lupi semplici (varg), sono i lupi mostruosi (warg).

I lupi scandinavi non si prendono alla leggera

I lupi giunsero in Scandinavia dall’Eurasia dopo l’ultima glaciazione circa 10.000 anni fa, seguiti da umani, cervi e altri mammiferi. Da allora i lupi sono stati una parte della fauna scandinava così come della sua storia e della sua cultura. L’uomo da allora ha fatto un grande sforzo nel mantenere la popolazione del lupo ad un livello basso fino a che non è arrivato a sradicare completamente la popolazione del lupo dalla Scandinavia verso la fine del 1800.

I lupi sono sempre stati creature che rappresentavano un pericolo per l’uomo nel passato, stante la distribuzione dei territori boschivi in nordeuropa, nonché la rigidità e la lunghezza della stagione invernale che rendeva scarsa la disponibilità di cibo e li spingeva verso gli insediamenti umani. Proprio per questo, per una ragione di autoconservazione, l’uomo ha puntato a sterminarli. I varg, i lupi, sono sempre indistintamente pericolosi nelle saghe, non sembrano esserci lupi amichevoli o docili.

Lupo, coyote, volpe rossa

I lupi grigi scandinavi sono generalmente più grandi dei lupi nell’Europa meridionale, anche se sono la stessa specie. Sono alti circa 90 cm alla spalla, e i maschi pesano 35 – 55 kg (le femmine sono in media 10 kg più leggere).

Il grigio del lupo scandinavo non è propriamente grigio. La sua pelliccia è in realtà più un misto di bianco, giallognolo e nero. Il mento e la gola sono quasi sempre bianchi. A differenza di molti cani da caccia e husky che possono sembrare un po’ come lupi, i lupi scandinavi non sono mai bianchi sopra gli occhi. Spesso hanno segni neri sulle gambe, sulla faccia, lungo la schiena e un punto a metà della coda. La pelliccia invernale è molto più spessa della pelliccia estiva. Le zampe anteriori sono più grandi delle zampe posteriori, fondamentalmente perché la parte anteriore del corpo è più pesante e quindi ha bisogno di zampe più grandi.

I lupi sono carnivori e predano tutto ciò che è disponibile e più facile da catturare. Nella Svezia centrale essi prevalentemente predano alci e caprioli, ma anche castori, lepri, tassi e roditori. Più a sud sono più propensi a predare caprioli, cervi e daini. Alcuni individui possono occasionalmente prendere pecore e renne, ma sono spesso presto uccisi dai cacciatori che tutelano le loro mandrie. I denti sono adattati per afferrare, trascinare, graffiare e schiacciare. Il lupo può spezzare le ossa della preda per mangiare il midollo all’interno, persino rompere i grossi e duri femori di un alce adulto. Il lupo può sopravvivere in tutti i tipi di habitat fino a quando c’è abbastanza cibo e non viene ucciso dall’uomo. I lupi non vanno in letargo: rimangono attivi tutto l’inverno.

Lupi Grigi (Canis lupus), Jamtland County, Svezia

Ecco dunque spiegata la loro pericolosità. Cacciano prede anche molto grandi e pericolose, non vanno in letargo e, se guardate i numeri storici della loro popolazione, erano una serissima minaccia. Perciò, anche se ci sono stati molti elementi che hanno spinto alla caccia del lupo, la ragione principale fu quella di impedire loro di uccidere il bestiame e l’uomo (che comunque era dai lupi considerata una ‘vittima di riserva’). Era anche redditizio cacciare i lupi per la loro calda pelliccia. Nel 1647 venne offerta una taglia sui lupi che decimò la popolazione che calò pericolosamente.

Nonostante la caccia c’erano ancora probabilmente migliaia e migliaia di lupi in Scandinavia nel 1700, ma nel 1789 un’altra legge venne approvata che permise alle persone comuni di cacciare sulla propria terra, qualcosa che era stato unicamente diritto dei maggiorenti e della nobiltà fino ad allora.

Molte famiglie continuavano infatti ad essere colpite dalla perdita di bestiame e quando un lupo uccise nove bambini a Gysinge fra il 1920 e il 1921 la gente sostenne con forza la necessità di sradicare la popolazione dei lupi. Fu lanciata una caccia massiccia e i lupi vennero presto estinti nelle parti meridionali della Svezia. 6790 lupi vennero uccisi in Svezia durante il periodo 1827-1839, ma il declino più veloce nella popolazione fu nel 1840-1860.

I lupi vennero così spinti progressivamente più a nord, e nel 1960 i lupi scandinavi, forse non molti lo sanno, vennero dichiarati estinti. Solo nel 1966 i lupi sono stati protetti ufficialmente anche se non ne erano rimasti più in tutta la Scandinavia.

I LUPI IN SCANDINAVIA OGGI

Nei primi anni Ottanta tre lupi migrarono dalla popolazione russo-finlandese fino alla contea del Värmland, nel sud della Svezia, vicino al confine con la Norvegia. Questi lupi fondarono la nuova popolazione di lupi e si moltiplicarono con successo formando un gruppo di circa 200 individui. Da allora un maggior numero di lupi sono arrivati in modo spontaneo dalla popolazione russo-finlandese, e oggi ci sono più di 300 lupi in oltre 40 gruppi familiari diversi, la maggior parte di loro nelle parti centrali della Svezia. Fate le vostre valutazioni. Contro i quasi 7000 uccisi in soli 12 anni due secoli fa, questi 300 sono un triste monito.

I lupi diventano raramente più vecchi di 12 anni, perchè la maggior parte dei lupi muoiono in giovane età, anche durante il loro primo anno. Oggi, solo uno su dieci lupi che nascono si ritiene arrivi in età adulta per avere almeno una cucciolata.

I lupi sono animali sociali. Vivono in gruppi familiari, a volte chiamati branchi. Un gruppo familiare è composto tipicamente da due genitori ed i loro cuccioli. La maggior parte dei cuccioli si separano dalla famiglia dopo dodici mesi, prima di diventare sessualmente maturi. Alcuni cuccioli possono restare per più di un anno. Questi cuccioli anziani possono diventare ‘bambinaie’ e rimanere vicino ai cuccioli della generazione più giovane.

Il territorio del lupo può variare considerevolmente. In Scandinavia è stato usato un GPS a collare per mappare un’area tipica e si è rilevato che un territorio per una coppia è di circa 800-1000 chilometri quadrati (talvolta 2.000 chilometri quadrati, ma anche solo 400 chilometri quadrati per i meno estesi). L’accesso al cibo e ai territori circostanti sono alcuni dei fattori che determinano le dimensioni del territorio. Una coppia di lupi mantiene un territorio suo proprio dove in genere soggiorna per tutto il tempo in cui rimane in coppia. Il territorio è segnato accuratamente da urina, escrementi, graffi e avvertimenti sonori. La coppia difende attivamente il suo territorio contro i lupi che sconfinano e qualche volta ci sono dei morti a seguito di tali lotte.

E, adesso, accendete il sonoro o dotatevi di cuffie… fatto?

Gli ululati dei lupi hanno molti motivi diversi. Utilizzano diversi tipi di chiamate per comunicare all’interno del gruppo familiare, per invitare a mangiare o giocare, per sapere dove sono i propri familiari, oppure possono anche guaire. Gli ululati più frequenti sono utilizzati anche per mantenere gli altri lupi lontano dal loro territorio. Le urla più caratteristiche sono probabilmente quelle emesse da un branco al completo, che ulula insieme.

Se vi è piaciuto questo articolo, non dimenticate di seguirci anche per il prossimo, nel quale parleremo dei warg (i lupi mostruosi delle tradizioni nordeuropee).

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