Trudvang Chronicles – Chronicles #4

Quarto appuntamento dedicato a Trudvang Chronicles. Se volete leggere gli articoli precedenti, sono taggati come ‘Trudvang’ oppure cliccate sul tag ‘Chronicles’ e troverete tutti gli articoli su tutti i nostri giochi in arrivo, con approfondimenti, spiegazioni, curiosità.

Se non avete familiarità con Trudvang, fate un salto alla pagina del suo KICKSTARTER e quando vi sarete resi conto che volete assolutamente averlo anche se il KS è terminato, cliccate sul pulsantone LATE PLEDGE. Adesso è in vendita anche la mappa esclusiva creata per Wyrd Edizioni dalla bravissima Francesca Baerald.

Il mondo di Trudvang è vivo. Foreste impenetrabili, ghiacciai eterni, mari tempestosi, picchi altissimi che risuonano delle strida di aquile e di qualcos’altro, di più grande, più mortale. La natura in Trudvang è un personaggio giocante e i suoi abitanti sono bestie, non mostri, che seguono la loro ‘natura’, si procacciano il cibo, vivono facendo ciò che è necessario per proteggere se stessi e la loro casa. Proprio come molti dei popoli di Trudvang.

Il bestiario di Jorgi è un manuale scritto da un viaggiatore esperto di bestie e di natura. Come il Bestiario di Dragonero, è costruito nel modo che preferiamo, ovvero come un diario di viaggio che riporta esperienze dirette oltre che racconti tradizionali che l’autore mette costantemente alla prova con la verifica sul campo. (La traduzione dei termini definitivi potrebbe differire da quella qui impiegata e le statistiche complete sono nel manuale).

RAGNO GIGANTE

In molti tomi sono riportate inesattezze su come i ragni giganti siano esseri intelligenti e altamente pericolosi. Concordo certamente sul fatto che sono molto pericolosi, ma mi domando se siano davvero intelligenti. Perché ne dubito? Ve lo racconto.

Avvenne mentre stavo attraversando la foresta del drago: finii nella tela di un ragno gigante. Se solo sapeste quanto è difficile individuare queste tele, forse non ridereste di come quasi accadde che vi morissi. Ogni tentativo che feci per liberarmi sembrava solo rendere più certa la mia prigionia e diveniva via via più difficile districarmi dalla forte e appiccicosa ragnatela. La mia cavalla era abbastanza forte da essersi liberata da sola, ma per quanto facessi per tentare di richiamare a me la povera giumenta, lei si rifiutava di avvicinarsi alla tela. Se ne stava lì a sbuffare mentre io provavo di tutto per farla avvicinare.

Quando venne la notte, e avevo ormai rinunciato ai miei tentativi di liberarmi, sentii qualcosa muoversi fra i rami degli alberi. Naturalmente pensai che si trattava del ragno che veniva a vedere se qualcosa era finito invischiato in una delle sue ragnatele, e pregai che la mia fine avvenisse rapidamente e senza dolore. Ma rimasi assolutamente attonito quando vidi che un nodo sul tronco dell’albero di fronte a me improvvisamente prendeva forma per modellarsi in un volto. Compresi subito che si trattava di un yggdras. Improvvisamente scese su di me una calma assoluta trovandomi insieme a tale creatura di suprema conoscenza, e quello che ho provato quando i rami dell’yggdras si mossero come mani e mi liberarono è indescrivibile, e quindi non cercherò di farlo.

Dopo aver recuperato la mia cavalla e averle prestato qualche cura, mi sedetti a terra davanti all’albero per parlare con l’yggdras. Fu allora che appresi la verità sui ragni giganti.

L’yggdras mi disse che i ragni giganti non sono più intelligenti di quelli piccoli, che vediamo nella nostra vita quotidiana. Naturalmente, sono molto più pericolosi ma non certo più intelligenti o con maggiori conoscenze. Domandai poi perché la gente credeva che gli yggdras fossero stati costretti a lasciare la loro foresta a causa dei ragni giganti, come mai i ragni giganti erano in grado di maneggiare il vitner come i grandi tessitori del vitner, e come era accaduto che fossero stati capaci di intrappolare un drago. Poiché avevo letto di tutto questo e ne volevo conferma. […]

Curiosità: Un ragno nella mitologia norrena

Il ragno non è un animale molto diffuso nella mitologia nordica. Ci sono pochissime citazioni, quasi nessuna, lungo tutto l’arco delle saghe che ci sono pervenute e questa è una situazione insolita. Alcuni si sono spinti ad affermare che i ragni non fossero creature così diffuse nell’ambiente e dunque non furono osservate nel quotidiano in modo assiduo tale da divenire soggetti rilevanti, vuoi per il clima, vuoi per la distribuzione geografica. Infatti, esiste una tradizione nordica che ricorda che uccidere un ragno porta sfortuna, forse proprio perchè essi si vedono poco e vengono visti nella loro funzione di divoratori di insetti.

C’è però un elemento correlato al ragno e che attiene alla figura di Loki.

Innanzitutto occorre sottolineare come nella mitologia norrena non sia ricavabile in modo definitivo ed univoco se Loki sia un dio, un gigante (vedremo i vari significati del termine giganti nella concezione norrena, in Storie e Leggende di Trudvang), oppure qualcosa di completamente diverso. Infatti, per esempio Saxo Grammaticus, lo storico danese di Storia dei Danesi, riporta come Thor trovasse Útgardaloki (Loki di Utgard) legato come Tantalo al supplizio della roccia (la storia del supplizio di Loki è una storia di origine Islandese). In questa versione Loki è un gigante, non un dio. Forse qualcosa di diverso. Significativo è il fatto che non esistano assolutamente tracce di un culto dedicato a Loki associato al periodo storico e, visto che il soggetto incarna tutti i valori che sono l’antitesi dei valori norreni tradizionalmente positivi che sono caratteristiche come onore e lealtà, sarebbe difficile considerarlo un dio da onorare, quindi forse non è affatto un dio, tutto sommato.

Allo stesso modo si è presentato un problema nella determinazione di una chiara e definitiva etimologia del nome Loki, e le fonti ne avevano proposte varie origini senza riuscire ad accordarsi infine riconoscendo l’impossibilità di farlo. Invece, recentemente, un filologo (Eldar Heide, dell’Università di Bergen) ha proposto una soluzione che pare essere accettata dal mondo accademico moderno.

Nelle raffigurazioni, Loki compare spesso associato a dei nodi su un filo. Si tratta di raffigurazioni un po’ tarde rispetto all’epoca vichinga, è vero, ma associate alle origini delle trascrizioni delle saghe (islandesi) e proprio nell’uso più tardo dell’Islandese, Loki significa nodo o intrico. E quando ci si riferisce a Loki in senso metaforico anche in lingua originale, come in italiano del resto, colui che intesse delle reti di inganni, piani e progetti è associato ad un ragno. Le reti dei ragni, in lingua originale, sono infatti connesse direttamente alle reti da pesca (costituite di nodi e volute di corda) e in alcune versioni del mito di Loki arrivate fino a noi, Loki fabbrica proprio delle reti da pesca. Ecco dunque che viene anche definito Loki il Ragno.

Trudvang Chronicles ©2018 RiotMinds, ed i loghi associati sono marchi registrati di RiotMinds. Tutti i personaggi di Trudvang Chronicles e relativi nomi, storie, tratti distintivi e caratteristiche, sono trademarks di RiotMinds. Trudvang Chronicles edizione Italiana © 2018 WMS Publishing sas. Wyrd Edizioni è un TM 2017 WMS Publishing sas. Tutti i diritti riservati. Qualsiasi riproduzione anche parziale, se non autorizzata, è severamente vietata.

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