Trudvang Chronicles – Chronicles #1

 

Prende il via oggi l’appuntamento fisso dedicato a Trudvang Chronicles. Teniamo traccia dei progressi e apriamo spiragli di luce fra le fronde degli alberi che nascondono la fonte sacra. Se non avete familiarità con Trudvang, fate un salto alla pagina del suo KICKSTARTER e quando vi sarete resi conto che volete assolutamente averlo anche se il KS è terminato, cliccate sul pulsantone LATE PLEDGE. Sarete accontentati.

La Fanciulla nella Cenere

Uno dei titoli sbloccati dai nostri entusiasmanti backer durante il kickstarter del gioco è stato il volumetto di Storie e Leggende. In parte contenente materiale creato dagli autori proprio per il gioco in edizione svedese, in parte creazione originale italiana, il volume è stato concepito da Wyrd con l’idea di offrire ai giocatori una panoramica più completa su quella che è la storia alla base del sentire e del modo di interpretare il mondo delle popolazioni del Nord Europa. Lo abbiamo fatto attraverso alcune leggende che sono poco note in Italia. Si è scelto di evitare le storie degli dei, facilmente reperibili quasi ovunque, e raccontare invece frammenti di storie di eroi o persone comuni narrando così, attraverso una rielaborazione narrativa, alcuni elementi chiave delle paure e delle credenze popolari dell’estesa e composita regione nord europea. Trudvang Chronicles infatti, come hanno raccontato gli autori nella nostra intervista, non è solo frutto di archetipi norreni, ma ha una forte commistione di elementi slavi, germanici, celti, e deve molto ai temi propri di queste culture e alle tradizioni da loro trasmesse. Come vedremo in Storie e Leggende, questa scelta non è affatto un caso.

Una delle storie originali raccontate dai nostri autori Wyrd è particolarmente interessante, ed è quella che i nostri backer hanno ricevuto in regalo come premio per il loro entusiasmo e il loro sostegno al progetto. Ve ne diamo un piccolo assaggio (considerate che la stesura è la prima, e potrebbe differire da quella definitiva).

Passami dell’altro idromele ragazza, parlare a lungo secca la lingua alla mia età. Tu sei giovane e bella, e versare da bere al nostro illustre Jarl, alla sua prospera famiglia e ai suoi onorati ospiti, è un’occupazione quasi sacra. Mi riporti alla mente questa storia, che viene da lontano.

C’era un tempo una fanciulla che era stata segnata dalla sorte il giorno stesso in cui era venuta alla luce. Infatti, sua madre era morta a causa della sua nascita e nessuno faceva alcuno sforzo per dimenticarlo. Il padre della fanciulla ebbe presto un’altra moglie, che conosceva i misteri e le pratiche dei morti, e la donna, che aveva due figlie, relegò la giovane al focolare lasciando che, per scaldarsi nei lunghi inverni, dormisse fra la cenere.

Un giorno suo padre stava partendo per un viaggio. Ella chiese in dono il primo ramo che avesse toccato il suo copricapo. Si era quasi a Yule, il sostizio di inverno vigilia del nuovo anno, nel quale si celebrano i sacri misteri, e la fanciulla sapeva che c’era la possibilità che un ramo sacro, nel quale scorreva lo spirito di Bolthorn, potesse spalancare le porte degli inferi. Se avesse usato le parole giuste e i gesti richiesti, allora forse anche sua madre sarebbe tornata da lei.

Il padre fece quel che gli aveva chiesto. Le riportò il ramo di un nocciolo ed ella lo portò alla tomba di sua madre. La donna giaceva da dodici anni nella nuda terra e nemmeno un segno indicava il suo nome. La leggenda diceva che, se avesse pianto donando all’albero consacrato il suo dolore, esso avrebbe ridonato la vita a sua madre. Così la fanciulla piantò l’albero nella terra che custodiva la madre, lo innaffiò con le sue lacrime di modo che le sue radici si allungassero nella sepoltura nel corso del solstizio e arrivassero alle carni e alle ossa della cara defunta. Il ramo attecchì e divenne un rigoglioso cespuglio. Allora lo spirito della tomba ne sgorgò. Come luce, in forma d’ali, si allargò sulla tomba fino ad abbracciare la fanciulla, e prese forma di uno stormo di colombi. Uno dei colombi si posò sul nocciolo. “Tu sia lodata, fanciulla. L’acqua più pura è quella delle tue lacrime ed è magica, come fu l’acqua di Bestla figlia di Bolthorn che pianse sulla sua tomba. Non è saggio né giusto richiamare chi riposa, ma tu hai dimostrato di avere potere e saggezza e potrai essere utile a questa terra. Prima però dovrai apprendere i segreti della magia”.

La fanciulla tornò ogni notte alla tomba della madre, e il colombo le rivelò riti e segreti, specialmente uno che forse vi svelerò alla fine. Però la nuova moglie di suo padre la teneva d’occhio, senza farsene accorgere. Un giorno, dopo tanto tempo, al palazzo del sovrano fu indetta una celebrazione di tre giorni alla quale tutte le fanciulle erano chiamate a partecipare. La nuova moglie di suo padre non voleva che la fanciulla partecipasse, ma invece di vietarglielo apertamente cercò una scusa. La donna prese dei chicchi di grano con la pala e li gettò nella cenere che la ragazza usava come giaciglio, rimestandola. “Se sarai così diligente da raccogliere ogni chicco di grano prima del momento di andare, vedremo…”, le disse la donna con cattiveria, sperando di fermarla.

Era questa una pratica che si usa anche fra quelle genti come fra le nostre, per cui, al momento della sepoltura i chicchi del grano vengono messi in un vaso e seppelliti insieme al defunto o alle sue ceneri. Lo si fa, lo sapete, così che gli spiriti malevoli e i troll non dilanino i corpi e così disturbandoli li facciano risollevare come non morti, per girovagare di notte e andare in giro a bere il sangue dei vivi. Ma quelle creature, per nostra fortuna, spesso sono davvero stupide e non sanno contare oltre il tre […]

Le leggende divengono favole

La favola di Cenerentola è una storia pagana e le favole sono forse le storie pagane che sono sopravvissute più a lungo in tutta l’Europa del Nord. Questa versione è specifica delle regioni del Nord, ed è diffusa in Scandinavia, Olanda, Germania, in molte variabili spesso difformi. Ne esiste anche una versione italiana, molto più macabra. (Si veda bibliografia suggerita in Storie e Leggende).

Con l’avvento del cristianesimo, esse sembravano decisamente anticristiane, poiché includevano spiriti e fanciulle intraprendenti, misteri antichi e mistiche particolari che mal si allineavano agli ideali cristiani, perciò venivano raccontate in segreto da serve e bambinaie che le riservavano alla funzione di ‘favole della buonanotte’ e generalmente le raccontavano ai bambini senza che i genitori lo sapessero*.

*Per un approfondimento: Il mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe, di Bruno Bettelheim

Novità da RiotMinds

Se volete sentire il suono dell’acciaio di Trudvang, il crepitare della fiamma delle torce, il fruscio delle pergamene, allora non perdetevi il corto realizzato da RiotMinds:

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Ed ora: se vi è piaciuto Trudvang e non vedete l’ora che arrivi in Italiano, allora certamente un altro titolo della eccellente casa svedese riscuoterà il vostro interesse. Si tratta del cupo Lex Occultum, che ha fatto saltare sulle sedie la nostra redazione e ha tratto sospiri dagli addetti ai lavori meno impressionabili. Ambientato nel 1800 è un horror in cui mistery e occulto giocano un ruolo preponderante. Non ci sono ancora annunci ufficiali ma pare abbastanza chiaro che presto ce ne saranno. Non fatevi prendere dalla frenesia e abbiate fede.

 

Trudvang Chronicles ©2018 RiotMinds, ed i loghi associati sono marchi registrati di RiotMinds. Tutti i personaggi di RiotMinds e relativi nomi, storie, tratti distintivi e caratteristiche, sono trademarks di RiotMinds. Trudvang Chronicles edizione Italiana © 2018 WMS Publishing sas. Wyrd Edizioni è un TM 2018 WMS Publishing sas. Tutti i diritti riservati. Qualsiasi riproduzione anche parziale, se non autorizzata, è severamente vietata.

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